Cosmesi
Bambino
Integratori
Coppia
Fitoterapia
Veterinaria
Vedi tutte
Vedi tutte

La diarrea del viaggiatore

non lasciare il tuo benessere intestinale a casa
La diarrea del viaggiatore č il problema pių frequente tra le patologie legate ai viaggi internazionali e interessa ogni anno dal 20 al 50% dei viaggiatori.

 LA PATOLOGIA

La diarrea del viaggiatore è il quadro clinico più frequente tra le patologie legate ai viaggi internazionali e interessa ogni anno dal 20 al 50% dei viaggiatori. II disturbo si manifesta tramite ingestione di acqua e cibi contaminati da virus, batteri o parassiti. I responsabili, nell’80% dei casi sono alcuni ceppi batterici come Escherichia Coli, Salmonella Spp., etc. La trasmissione avviene in genere via feco-orale. L’agente infettante, eliminato con le feci da un soggetto portatore/malato, contamina tramite contatto cibo e acqua, oppure è trasportato da mosche o altri insetti. Tutti questi fattori rappresentano un potenziale veicolo d’infezione.

LA SUA DIFFUSIONE

La possibilità di contrarre la diarrea del viaggiatore varia in base alle diverse aree geografiche. Di solito è più frequente nelle aree tropicali e in paesi con condizioni igienico-sanitarie precarie: un rischio che arriva fino al 90% per chi si sposta da un paese industrializzato come l’Italia a una nazione in via di sviluppo. Ma il disturbo capita anche a chi si sposta tra paesi industrializzati (ad esempio dall’Italia agli USA o al canada): qui il rischio di caderne vittima è del 4%. Alcuni fattori di rischio aumentano la possibilità di contrarre la malattia diarroica: l’età del viaggiatore, il rischio sale in bambini e anziani, o situazioni predisponenti come la presenza di patologie che causano immunodepressione. Tra le cause riconosciute, altre alle condizioni igienico-sanitarie, c’è lo stress correlato al viaggio, che può peggiorare una diarrea infettiva preesistente.

QUALI SONO I SINTOMI E COME PREVENIRLA

L’esordio è generalmente acuto, avviene dopo un breve periodo di incubazione, che varia dalle 24 alle 48 ore, ed è caratterizzato da sintomi di intensità variabile: moderati crampi addominali con scariche diarroiche, fino a coliche addominali gravi, febbre elevata, vomito, disidratazione e diarrea sanguinolenta.

La sintomatologia è più frequente nel corso dei primi giorni del viaggio e può protrarsi anche per più giorni dopo la fine degli episodi diarroici, lasciando un senso di malessere generale che compromette in maniera importante la qualità del soggiorno.

Per queste ragioni è importante prevenire la patologia. Come? Con semplici norme igieniche e regole alimentari, che riducono così l’insorgenza e la diffusione dell’infezione.

Nei paesi a rischio va sempre evitato il consumo di acqua corrente e di altre bevande di dubbia provenienza che non siano sterilizzate o contenute in bottiglie sigillate. È sconsigliato il consumo di ghiaccio. Inoltre è consigliabile evitare i cibi a maggior rischio di contaminazione batterica, come i frutti di mare, i molluschi, carne cruda o poco cotta, verdure crude, frutta fresca che non può essere personalmente sbucciata o ben lavata, cibi conservati al caldo, piatti a base di uova crude, latte e derivati.

L’IMPORTANZA DELL’INTEGRAZIONE PROBIOTICA

Unitamente a queste semplici norme igieniche, vi sono evidenze scientifiche a supporto delle proprietà benefiche di particolari ceppi di fermenti lattici che aiutano il benessere dell’intestino e il riequilibrio della flora batterica. Un’adeguata integrazione probiotica può, quindi, costituire un utile complemento quale strategia preventiva al fine di ridurre il rischio di contrarre la diarrea del viaggiatore.