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Misura bene la tua DOLCEZZA!

Glucometro il semaforo del diabe

In un epoca in cui zombie e vampiri spopolano nel grande schermo e in tv, vi siete mai chiesti cosa penserebbe Dracula, ad esempio, se avesse modo di assaggiarci ?
Quanto risulteremmo dolci al suo palato ?

Scherzi a parte, per indicare il tasso di zuccheri nel sangue si usa il termine glicemia.

Uno degli obiettivi principali nella gestione del diabete, è quello di mantenere la glicemia il più possibile all’interno dell’intervallo di normalità (65-110 mg/dl) nell’arco dell’intera giornata;

Essa è regolata da un complesso di meccanismi neurormonali e metabolici che ne impediscono forti oscillazioni in difetto o in eccesso. Aumenta nei soggetti diabetici e si abbassa nel digiuno prolungato. Se l’apporto di glucosio con le scorte è insufficiente, la glicemia si abbassa (ipoglicemia) e inizia a manifestarsi la sofferenza cerebrale con capogiri e senso di spossatezza.

Il diabete si manifesta con alcuni sintomi caratteristici, tra cui:

poliuria (abbondante produzione di urina); polidipsia abbondante ingestione di acqua); astemia (stanchezza fisica); perdita di peso e pelle secca. Tale disfunzione è  evidenziata soprattutto da un aumento dei valori di glucosio ematico, determinato dalla mancata produzione o l’insufficiente funzionalità dell’insulina (ormone prodotto dal pancreas che permette l’ingresso del glucosio all’interno delle cellule, consentendone l’utilizzo come fonte energetica).

 

Si possono distinguere tre tipi di diabete:

Tipo 1: solitamente insorge nell’infanzia o durante l’adolescenza, ed è caratterizzato dalla mancata produzione della giusta quantità di insulina a causa della distruzione delle cellule beta pancreatiche addette alla sua produzione;

Tipo 2: si manifesta prima dei 40 anni o in tarda età, ed è causato dal mancato utilizzo, da parte delle cellule, della giusta quantità di insulina prodotta;

Diabete gestazionale: viene considerato tale un aumento della glicemia durante la gravidanza, ma, nella maggior parte dei casi, tale fenomeno, regredisce alla nascita del bambino

 

Diverse sono le tecniche per la misurazione della glicemia: ago sottocutaneo per un monitoraggio continuo;  orologi-sensori che, aderendo alla pelle, valutano la concentrazione di glucosio nel sangue; valutazione della fruttosamina sierica o dell’emoglobina glicosilata sierica;

ma oggi, porremo la nostra attenzione sull’ancora più semplice e altrettanto attendibile misurazione con glucometro (o reflettometro).

 

Il glucometro è ormai considerabile il fedele alleato dei diabetici, indiscusso protagonista dell'automonitoraggio domestico della glicemia, che a sua volta rappresenta il cardine di una terapia per il diabete ragionevole e ragionata. Tramite il corretto utilizzo del glucometro, infatti, il paziente è in grado di valutare in prima persona i propri livelli glicemici, aggiustando all'occorrenza la terapia nutrizionale, l'esercizio fisico ed il trattamento farmacologico. 

Perché il diabetico deve tenere sotto controllo la glicemia ? 

  1. Valutare l’appropriatezza della terapia insulinica in termini di quantità e tipologia
  2. Prevenire picchi ipo e/o iper glicemici
  3. Aumentare la sicurezza per sé e per gli altri ( pensate ad una crisi ipoglicemica alla guida)
  4. Prevenire le complicanze tipiche del diabete.

 

Come funziona ?

I glucometri solitamente sono venduti in kit, contenenti anche una penna pungidito con aghi e apposite strisce reattive, che una volta esauriti è possibile acquistare separatamente mantenendo il glucometro originale.

NOTA BENE: prima dell'acquisto è necessario verificare la compatibilità delle strisce reattive con il tipo di glucometro utilizzato, dal momento che ogni modello richiede un tipo specifico di cartine.

Per stimare la glicemia, il glucometro analizza una piccola goccia di sangue capillare, generalmente prelevata dal polpastrello,  posta su un'apposita striscia reattiva inserita al suo interno. Nella maggior parte dei modelli, il glucosio contenuto nel campione di sangue darà origine ad una reazione enzimatica che verrà tradotta digitalmente nel valore glicemico corrispondente.

 

Vediamo la corretta procedura di utilizzazione del glucometro:

1.  Misurare la glicemia al mattino prima del pasto e due ore dopo i tre pasti principali, in particolar modo due ore dopo il pasto serale.

2. Lavarsi le mani con acqua e sapone, ed asciugarle accuratamente

3.  Prelevare una striscia reattiva dal contenitore, inserirla nello strumento e attendere la conferma

4.  Porre delicatamente una goccia di sangue capillare sulla parte reattiva (estremità libera) della striscia;

5.  Attendere la conferma di adeguatezza del campione (che potrebbe essere insufficiente od eccessivo) da parte del glucometro e leggere sul display il valore della glicemia misurato

6.  Annotare il valore glicemico sul proprio diario ed adeguare eventualmente la terapia secondo quanto prescritto dal medico. Molti glucometri permettono di conservare nella memoria interna al dispositivo i valori di svariate decine di misurazioni glicemiche, e di trasferirli al proprio computer tramite cavo usb.

7. Aumentare la frequenza delle misurazioni in relazione a eventuali stress fisici, patologie infettive o all’aumento del consumo di alcolici.

 

I valori

Tra 60 e 110 mg/dl Normalità

Tra 110 e 125 mg/dl Alterata glicemia (a digiuno)

Tra 140 e 200 mg/dl Ridotta tolleranza al glucosio

 

Ecco alcuni video che potrebbero tornar utili in caso di difficoltà pratiche nella misurazione:

Misurazione glicemia: https://www.youtube.com/watch?v=g4Lve1XJMRw

Misurazione con Accu-Chek Aviva: https://www.youtube.com/watch?v=ke72UyBDwlw

Misurazione con Accu-Chek Mobile: https://www.youtube.com/watch?v=PwNODaApXLI 


 

Infine ricorda che oltre a rispettare le norme di corretto utilizzo fornite dal farmacista, dal medico e dalla ditta produttrice, ogni patologia minore può essere decisamente meglio gestita se il soggetto ha un buon stile di vita.

L’alimentazione quindi è un’arma in più che è tanto più potente quanto più si vive meglio.

 A.B.I.