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IL CASO INFLUENZA

Il caso: Influenza

 

Ogni anno l’influenza comporta elevati costi a carico della comunità in termini di spesa sanitaria che di costi sociali, per le assenze dal lavoro per cure proprie e dei familiari e serie ripercussioni sulla ricettività dei reparti ospedalieri.

 

L’influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica a seconda della trasmissibilità del virus influenzale circolante. E’ importante ricordare che i virus influenzali tendono a variare sistematicamente e proprio per questo si determina ogni anno l’epidemia influenzale nel mondo, che può interessare anche chi ha già subito una infezione o è stato vaccinati l’anno precedente.

È possibile che la malattia abbia un decorso asintomatico, ma nella maggior parte dei casi i sintomi più comuni possono includere febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e delle articolazioni, cefalea e malessere generale. Nei casi non complicati, normalmente, i sintomi si risolvono spontaneamente entro una settimana dall'esordio.

 

Secondo il Ministero della Salute le categorie più a rischio sono le seguenti :


- Persone di età >65 anni, soprattutto se ospedalizzate o residenti in case di riposo
- Bambini di età >6 mesi, nati pretermine o di basso peso alla nascita
- Donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza
- Adulti affetti da malattie croniche o acute ricorrenti a carico dell'apparato respiratorio e cardiocircolatorio, malattie metaboliche (compreso il diabete mellito), malattie renali con insufficienza renale, malattie degli organi ematopoietici ed emoglobinopatie, compromissione delle difese immunitarie, sindromi da malassorbimento intestinale, necessità di sottoporsi a interventi chirurgici

Soggetti che possono trasmettere l'influenza a soggetti fragili
- Personale sanitario (medici, infermieri, personale assistenziale, ecc.)
- Familiari di soggetti ad alto rischio
- Personale di assistenza delle case di riposo
- Volontari dei servizi sanitari di emergenza

Persone maggiormente esposte per ragioni professionali
- Insegnanti di scuole dell'infanzia e dell'obbligo
- Addetti di poste e telecomunicazioni
- Dipendenti di pubblica amministrazione e sicurezza
- Allevatori e addetti all'attività di allevamento oppure al trasporto di animali vivi
- Veterinari di enti pubblici e libero-professionisti

 

Sicuramente per una questione d’igiene e di prevenzione individuale consigliamo di seguire i tre consigli emessi dal  Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie :

 

  1. Lavarsi spesso le mani (in assenza di acqua uso di gel alcolici), in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, questo gesto semplice ed economico è utile a ridurre la diffusione di diversi altri agenti infettivi;
     
  2. Coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani;
     
  3. Evitare contatti ravvicinati in caso di malattie respiratorie febbrili in fase iniziale.

 

 

 

QUANDO ?

Prendendo in considerazione in primo luogo il nostro clima e l’andamento delle precedenti influenze, il periodo migliore per effettuare la vaccinazione e l’autunno, tra fine ottobre e fine dicembre.

 

CONTROINDICAZIONI ?

 

Sempre rifacendoci alle linee guida del Ministero della salute, sono poche le effettive controindicazioni:

-Allergia alle proteine dell'uovo, con manifestazioni non anafilattiche

-Malattie acute di lieve entità

-Infezione da HIV e altre immunodeficienze congenite o acquisite

 

In questi casi di chiara immunodeficienza è possibile che il vaccino non risponda adeguatamente, sarebbe ideale effettuare il vaccino in condizioni di salute. Ad alcune ore dall’inoculazione, a volte possono insorgere degli effetti secondari fastidiosi come dolori diffusi, rossore e gonfiore “in situ” che normalmente svaniscono nell’arco di 1-2 giorni. Nel caso di febbre severa sarebbe bene rivolgersi al proprio medico e/o farmacista di fiducia o semplicemente trattarla con paracetamolo.

 

 

 

 

 

 

NON FACCIAMOCI INFLUENZARE

 

C’è stato un po’ di allarmismo in queste ultime settimane relativamente alle vaccinazioni e alle morti che si sono verificate in Italia quest’anno, dunque ci sembra opportuno riportare il parere di chi ufficialmente ha il compito di tutelarci e prendersi cura di noi.

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) dice che “non è possibile affermare che vi sia una relazione direttatra vaccinazioni e casi suddetti, inoltre l’aumento esponenziale delle segnalazioni è stato causato dal forte impatto mediatico che è stato impresso.

I dati pubblicati dall’Istituto Superiore della Sanità sui test tossicologici a cui sono stati sottoposti i vaccini hanno dato un responso completamente negativo.

Secondo AIFA e ISS “i risultati dei test confermano la sicurezza del vaccino antinfluenzale, escludono la presenza di endotossine e hanno mostrato che nei lotti risulta conforme l'aspetto e il contenuto in antigene del vaccino del virus dell'influenza”.

Inoltre il Ministro della salute Beatrice Lorenzin ha sottolineato più volte la necessità di vaccinazione nei soggetti a rischio evidenziando che lo scorso anno ci sono stati 8000 decessi per casi di influenza in soggetti non vaccinati.

 

 A.B.I.